April 2010

L’azienda agricola Cunial, orgogliosa dei suoi vini del Piave

May 26, 2010 da Mauro Riotto   Commenti (0)

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vino

Una mattina piuttosto sul prestino sono stato trascinato a Campodipietra, una zona rinomata per i suoi vini da tempo immemorabile. Per trovare l’azienda agricola Cunial, occorre andare a Campobernardo, frazioncina di Salgareda, che mai avevo sentito nominare prima di allora, quasi a ridosso dell’autostrada A4. Campobernardo ha la particolarità di presentare una grande varietà di terreni e di microclimi, il che consente ad un’azienda agricola di differenziare i propri vini, anche rispetto ai vicini.
Loro producono pinot bianco, un rosato di raboso piuttosto particolare, un verduzzo, che deriva dal ramandolo friulano, fra i vari vitigni.
L’azienda è condotta dai patriarchi, due fratelli, ma i giovani sembrano essersi inseriti bene. A breve inaugureranno la nuova cantina in paese, ma quel che ci ha rallegrato è stato il sistema di vendita, quasi esclusivamente a privati, importante con i tempi che corrono. Inoltre, hanno una rivendita ad Arzergrande, nella frazione di Vallonga, in provincia di Padova, zona non nota per la produzione enoica. Ricordiamo che hanno offerto i vini per la festa del Casone Azzurro, riscuotendo un bel successo, grazie anche alle ragazze del Angels Bar.
Sono fieri di essere in questa zona, tranquilla nonostante tutto, fieri di essere nella zona del Piave: è una cosa particolarmente sentita questa particolarità, che consente loro, anche grazie alla loro maestria, di fare dei buoni prodotti.

Società Agricola Ca' Bonetto S.s
Via Bonetto, 8
31040 Campobernardo di Salgareda Tv
Tel. Fax 0422 804907
E-mail cunialdavide@yahoo.it
http://www.cunialvinipiave.it/

Ae Do Rode, un ristorante pizzeria al femminile

May 24, 2010 da Mauro Riotto   Commenti (0)

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Cultura a tavola, Società, cucina

Siamo stati Ae Do Rode, a Caorle, un’occasione personale per una rimpatriata. Da tempo avevo voglia di pesce, e lì hanno fatto di tutto, quasi ad accontentarmi, senza che lo sapessero. Gamberetti, crostacei, riso, gnocchetti fatti in casa col nero di seppia. Ho saltato le sardine, ma in compenso ho fatto onore due volte al tiramisù.
I due personaggi che avevo ai fianchi erano piuttosto lugubri, ma per fortuna appena più in là c’era il suocero di Camillo Xausa, quello della investida superlativa. Vini all’altezza, peccato che non potevo bere tanto per via del palloncino. Il sommelier lo conoscevo da tempo, per cui alla fine mi ci sono trovato bene, anzi più che bene.
Il locale è sorto nel 1974, creato e gestito da Bepi ed Ivana Brichese, grande cuoca che ancor oggi sta ai fornelli: tutti i piatti nominati prima sono opera sua. Attualmente l’attività è gestita dal figlio Marco e dalla nuora Sonia, una grande comunicatrice. Loro hanno portato avanti la tradizione di famiglia rinnovando il locale e rendendolo più efficiente, elegante ed al passo coi tempi, innovando anche le pietanze e le pizze.
“Siamo conosciuti per la qualità dei nostri prodotti che scegliamo sempre con cura e professionalità…… Sonia, con la sua brigata di sala, è sempre pronta ad accogliere gli ospiti con un sorriso e tanta gentilezza.”
Tutto vero e confermato: loro invitano gli ospiti di Caorle, e noi diciamo che anche se non si è ospiti di approfittare ad assaggiare la loro cucina.

Ae 2 Rode
VIALE S. MARGHERITA, 8
(30021) Caorle (VE)
Tel.0421 217645 Tel2.0421 210372

“In giro pai rivai” all'Ostaria Bepi Meo a San Canzian d'Isonzo

May 24, 2010 da Mauro Riotto   Commenti (0)

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Bruno Tirel, nume tutelare della Ostaria Bepi Meo di San Canzian d'Isonzo e delegato del Cenacolo del Gusto della Bisiacaria dell'Associazione l'Altratavola, propone martedì 25 maggio la serata ' In giro pai rivai', una cena con le erbe puntarelle, i fiori e i prodotti locali a Km.0.
L'incontro a convivio sarà anche una occasione per 'raccontare' le iniziative dell'Associazione e della rete dei Borghi Europei del gusto, della quale San Canzian d' Isonzo fa parte.
Le puntarelle
Apprezzata fin dall'antichità per le sue virtù disintossicanti utili per stimolare delicatamente le funzioni epatiche, la cicoria spigata o cicoria di Catalogna, più nota col nome di puntarelle, è molto apprezzata e particolarmente ricercata dai consumatori più esigenti. Questa varietà di cicoria, che risale ad almeno duemila anni fa (veniva infatti già coltivata e
raccolta dai greci e poi dai romani) si differenzia dalle altre per la presenza di steli floreali (le puntarelle) che fuoriescono verticalmente dal cespo dalla tipica forma allungata. Le foglie sono di colore verde, pallido alla base del cespo e sempre più intenso verso la punta delle foglie. E' un prodotto stagionale dal sapore gradevolmente amarognolo, di consistenza tenera ma croccante. Le puntarelle, ovvero i germogli che vanno formandosi nella parte interna del cespo, si mangiano crude, tagliate in strisce lunghe e sottili da immergere in acqua fredda per fargli assumere la caratteristica arricciatura.
Sono molto gustose accompagnate dalla tipica salsa di acciughe o alici, o in un pinzimonio arricchito da un trito di aglio e acciughe.
Cucinare con i fiori
I fiori sono tradizionalmente usati in diverse cucine: europea, asiatica e orientale. I nativi americani e anche i primi "immigrati" americani usavano i fiori come cibo. Oggi i fiori in cucina hanno suscitato un rinnovato interesse per il loro profumo, colore e sapore. I fiori possono essere aggiunti ad un´insalata, fritti, congelati in cubetto di ghiaccio e aggiunti ai cocktail o stufati.
Ma non tutti i fiori sono commestibili e prima di cucinarli è necessario essere sicuri che lo siano, comunque della maggior parte dei casi ne vanno usati solo i petali (questo è il caso ad esempio delle rose e dei tulipani).
Dopotutto ci sono anche fiori che fanno abitualmente parte delle nostre abitudini alimentari: non ditemi che non avete mai mangiato i fiori di zucchina fritti o i carciofi? (www.dolce-gusto.it)

Osteria da “Bepi Meo”
tel. 0481 70195 - fax 0481 708077
Via Romana, 46
San Canzian d' Isonzo (GO) – 34075

“In giro pai rivai” all'Ostaria Bepi Meo a San Canzian d'Isonzo

May 23, 2010 da Mauro Riotto   Commenti (0)

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Società, cucina

Bruno Tirel, nume tutelare della Ostaria Bepi Meo di San Canzian d'Isonzo e delegato del Cenacolo del Gusto della Bisiacaria dell'Associazione l'Altratavola, propone martedì 25 maggio la serata ' In giro pai rivai', una cena con le erbe puntarelle, i fiori e i prodotti locali a Km.0.
L'incontro a convivio sarà anche una occasione per 'raccontare' le iniziative dell'Associazione e della rete dei Borghi Europei del gusto, della quale San Canzian d' Isonzo fa parte.
Le puntarelle
Apprezzata fin dall'antichità per le sue virtù disintossicanti utili per stimolare delicatamente le funzioni epatiche, la cicoria spigata o cicoria di Catalogna, più nota col nome di puntarelle, è molto apprezzata e particolarmente ricercata dai consumatori più esigenti. Questa varietà di cicoria, che risale ad almeno duemila anni fa (veniva infatti già coltivata e
raccolta dai greci e poi dai romani) si differenzia dalle altre per la presenza di steli floreali (le puntarelle) che fuoriescono verticalmente dal cespo dalla tipica forma allungata. Le foglie sono di colore verde, pallido alla base del cespo e sempre più intenso verso la punta delle foglie. E' un prodotto stagionale dal sapore gradevolmente amarognolo, di consistenza tenera ma croccante. Le puntarelle, ovvero i germogli che vanno formandosi nella parte interna del cespo, si mangiano crude, tagliate in strisce lunghe e sottili da immergere in acqua fredda per fargli assumere la caratteristica arricciatura.
Sono molto gustose accompagnate dalla tipica salsa di acciughe o alici, o in un pinzimonio arricchito da un trito di aglio e acciughe.
Cucinare con i fiori
I fiori sono tradizionalmente usati in diverse cucine: europea, asiatica e orientale. I nativi americani e anche i primi "immigrati" americani usavano i fiori come cibo. Oggi i fiori in cucina hanno suscitato un rinnovato interesse per il loro profumo, colore e sapore. I fiori possono essere aggiunti ad un´insalata, fritti, congelati in cubetto di ghiaccio e aggiunti ai cocktail o stufati.
Ma non tutti i fiori sono commestibili e prima di cucinarli è necessario essere sicuri che lo siano, comunque della maggior parte dei casi ne vanno usati solo i petali (questo è il caso ad esempio delle rose e dei tulipani).
Dopotutto ci sono anche fiori che fanno abitualmente parte delle nostre abitudini alimentari: non ditemi che non avete mai mangiato i fiori di zucchina fritti o i carciofi? (www.dolce-gusto.it)

Osteria da “Bepi Meo”
tel. 0481 70195 - fax 0481 708077
Via Romana, 46
San Canzian d' Isonzo (GO) – 34075

Cantine Aperte 2010 in Canton Ticino

May 20, 2010 da Mauro Riotto   Commenti (0)

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vino

Sabato 29 domenica 30 maggio, dalle 10.00 alle 18.00, le cantine ticinesi si aprono agli enoturisti in occasione di Cantine Aperte, la manifestazione promossa e organizzata da Ticinowine. Numerose sono le cantine che accoglieranno, alcune anche alla sera, tutti coloro che vorranno trascorrere la giornata tra vigneti e barriques e degustare i vini delle diverse zone a vocazione viticola del Cantone. I visitatori verranno guidati dalla viva voce dei titolari, ben lieti di introdurre il neofita o l´esperto, l´appassionato o il semplice curioso al complesso mondo del vino e delle sue emozioni. La Cantina non è più solo il luogo dove il vino riposa prima di arrivare al consumatore finale; è un luogo di incontro per appassionati di ogni età, curiosi di andare oltre il prodotto finale, scoprendo quanta fatica e quanta passione si nascondono dietro ogni bottiglia. Cantine Aperte è quindi un´occasione esclusiva di vedere dove e come si fa il vino, e di vivere dall´interno il mondo del vino. Oltre all´apertura diurna, anche quest´anno alcune cantine propongo l´apertura notturna (il sabato, dalle 18.00 alle 23.00). Le stesse saranno liete di intrattenere i propri ospiti con un programma tutto sorprese, sicure dell´attenzione che sapranno riservare i numerosi visitatori attesi all´evento. Cantine Aperte attira ogni anno l´attenzione di numerosi turisti, residenti e appassionati attratti dalla manifestazione e dalla possibilità di fare un´esperienza di grande interesse culturale e valore umano.
Anche quest´anno Cantine Aperte si terrà inoltre in concomitanza con Cantine Aperte Lombardia con lo scopo di unificare un messaggio di convivialità e permettere un interscambio di appassionati che gioverà sicuramente a tutto il settore.
Ticino Wine fa parte della rete dei Borghi Europei del Gusto.

Commissione Ticinowine
Via Corti 5
Balerna, TI, 6828
Svizzera
http://www.ticinowine.ch/

Una pizza ben fatta (in casa)

May 20, 2010 da Mauro Riotto   Commenti (0)

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Cultura a tavola, Società

Ci è venuta la curiosità della pizza, dopo essere stati alla Domus Design ed avere visto i loro forni, quelli della SMEG .Il segreto di una buona pizza sta in una pasta ben lievitata, curata e ben cotta: qualsiasi cosa ci poniamo sopra sia in piccola quantità, e di buona qualità.
Queste regole, da sole, sono sufficienti per fare bella figura.
Per ottenere una pizza di buona qualità e soddisfare il gusto di amici e parenti, occorre innanzitutto distinguere in 5 fasi importanti la produzione:
Scelta delle materie prime
Per ottenere un prodotto qualitativo, le materie prime, debbono essere sempre fresche o ben conservate e debbono avere le seguenti caratteristiche:
Il lievito puo' essere usato fresco, di una colorazione più chiara possibile e sia friabile o secco (reperibile in bustine, granulare e di facile conservazione, ma va sciolto in acqua a 38 °C).
La farina che si trova in commercio presso i negozi di alimentari, quasi sempre è una farina debole, quindi i tempi di lievitazione sono brevi (2-3 ore) e l'assorbimento di acqua è del 50% (per ogni kg di farina occorrono 5 dl di acqua).
La ricetta
Per un buon impasto è la seguente:
1 l. di acqua
2 kg di farina
20 g di lievito fresco (7 di quello secco)
50 g di sale
naturalmente le quantità possono essere aumentate o diminuite secondo la necessità, come pure il lievito va diminuito se la temperatura ambiente risulta superiore ai 23-25 °C .
Un impasto ottenuto secondo la ricetta produrrebbe kg 3,070 di pasta pronta, sufficiente per preparare 4 teglie adatte ad un forno da casa.
La lievitazione
Consiste nel far riposare la pasta al centro della teglia per circa 3 ore a temperatura costante (23 °C), operazione questa che permette ai lieviti di produrre gas che fanno rigonfiare l'impasto.
Il panetto lievitato dovrà quindi essere disteso con la pressione delle dita fino ad ottenere uno strato omogeneo.
La cottura
E' l'ultima operazione ma è la più importante in quanto consente, se correttamente eseguita, di esaltare tutta la qualità del prodotto.
In un forno casalingo la temperatura di cottura sarà mediamente di 250°C per un tempo che varia tra i 12-15 minuti. Quindi esso va preventivamente messo al massimo e fatto arrivare a temperatura prima di procedere alla cottura della pizza.
La pizza deve essere consumata appena uscita dal forno.
Buon appetito!

Domus Design
via D.Cattaneo, 8
Telefono 0444 737728
Fax 0444 877416)
http://www.domusdesign.it/

Italo Cescon e il Raboso Piave

May 8, 2010 da Mauro Riotto   Commenti (0)

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vino, Società

Una inedita iniziativa di informazione

Dedicare una giornata di studio e di riflessione alla figura di Italo Cescon e ad una delle sue “creature” predilette: Il Raboso Piave.

Questa l'idea che ha animato la Famiglia, l'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e l'Associazione l'Altratavola, per il giorno del Suo Anniversario.
Ma, soprattutto, si tratta di ricordare Italo Cescon senza enfasi, come era per davvero, nella quotidiana realtà di Uomo e Imprenditore.
Per realizzare questo obiettivo si è voluto dare all'incontro ( che si terrà presso l'Azienda Italo Cescon Storie & Vini a Roncadelle il 23 giugno con inizio alle 17,30), una 'impaginazione' che ricorda quella dei giornali veri e propri, con uno stile brioso e l'avvicendarsi di giornalisti e comunicatori che intervisteranno in diretta i Familiari e alcuni personaggi della vita enogastronomica delle Terre del Piave e non.
Così fra testimonianze 'vere' e ricordi 'vissuti', si affronterà anche il tema del Raboso Piave, di alcune sue 'degenerazioni' di moda, del possibile ritorno ad una 'lectio' più autentica.
Il ricordo di Italo Cescon verrà affidato al giornalista enogastronomo Giampietro Rorato: i giornalisti e i comunicatori de l'Altratavola si alterneranno, invece, nelle domande agli Ospiti.
L'incontro è anche però una occasione per dare visibilità alle Terre del Piave: la Famiglia ha voluto infatti che nei servizi informativi che scaturiranno dalla manifestazione, vengano inseriti riferimenti espliciti alla storia, al paesaggio, all'arte e alla cultura del proprio territorio.
Insomma una iniziativa socialmente utile e non banalmente pubblicitaria, come si conviene alla memoria di un uomo che aveva fatto della discrezione e della umiltà delle regole di vita.

La Festa delle Ciliegie a Dobrovo, in quel di Brda (Slovenia)

May 3, 2010 da Mauro Riotto   Commenti (0)

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Società

Da vari anni si celebra a Brda la Festa delle ciliegie all'inizio di giugno. La Festa richiama a Brda molti visitatori da vicino e da lontano: ogni anno sono più di 30.000 le persone che giungono dalla Slovenia, dall'Italia e dall'Austria
Gli eventi che si svolgono per vari giorni sono accompagnati dal corteo dei carri che mostrano i diversi lavori domestici e le vecchie usanze dei paesi di Brda. Al corteo partecipano anche le donne contadine, le majorette, la regina delle ciliegie, ... Il tutto è accompagnato da mostre tematiche e da un nutrito programma d'intrattenimento,ricco di divertimenti, eventi culturali e sportivi (il concerto e ballo delle ciliegie, la carovana delle macchine d'epoca, la pesca di beneficenza, le bande cittadine, il teatro, i gruppi folcloristici e i diversi cori,le mostre d'arte, la maratona ciclistica delle ciliegie, la marcia Da ciliegia a ciliegia, il Bingo,...).
La festa è un omaggio alla ciliegia, la regina della frutta di Brda, che negli ultimi anni ha recuperato il proprio valore.
Poiché Brda è inserita nella rete dei Borghi Europei del Gusto, i giornalisti e i comunicatori de l'Altratavola realizzeranno quest'anno delle visite gustose e delle interviste ai protagonisti della filiera della ciliegia prima e durante la Festa della Ciliegia (sia in Italia che in Slovenia), al fine di far conoscere le qualità di questo frutto straordinario.

Grajska cesta 10, 5212 Dobrovo v Brdih
Telefono: ++386 5 395 95 94
Fax: ++386 5 395 95 95
e-mail: tic@obcina-brda.si
www.brda.si

La Festa della Ribolla e dell'Olio d'Oliva a Visnjevik

May 2, 2010 da Mauro Riotto   Commenti (0)

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vino, Società

Nei giorni 7 e 8 maggio si terrà a Visnjevik (Dobrovo, comune di Brda nel Collio Sloveno) la Festa della Ribolla e dell'Olio d'Oliva.
L'Ufficio Turistico di Brda ci ricorda che alle pendici del Collio Goriziano centrale si trova l’abitato di Višnjevik, dove vive la famiglia Erzetic che, ormai da molti anni, è fedele alla terra del Collio e raccoglie ogni anno i generosi frutti della vite, con cui produce ottimi vini: Ribolla, Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon, Damski Rosè, Don, Pepi, Cabernet Sauvignon e Pinot Grigio Amfora. La fattoria può essere visitata previa prenotazione (Višnjevik 25 a, 5212 Dobrovo v Brdih, Telefono: ++386 5 395 94 60, ++386 41 643 114 Fax: ++386 5 395 94 61 e-mail erzetic.visnjevik@volja.net
www.vina-erzetic.com).
Il re dei vitigni bianchi del Collio sloveno e' senz'altro l'autoctono ribolla, dal quale si ricava un vino gustoso e rinfrescante.
I giornalisti e i comunicatori dei Borghi Europei del gusto non mancheranno di fare un tappa all'Agriturismo Belica di Medana,per degustare una buona bottiglia di 'rumena rebula'!

Belica Turizem Zlatko Mavric
Medana 32 5212 Dobrovo
Tel.: 00386 5 30 42104 Fax: 00386 5 39 59109
E-Mail: info@belica.net
www.belica.net