May 27, 2009 da Mauro Riotto
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umbria, montegabbione, gattogiallo, mauroriotto
Un ex amministratore di un gruppo di aziende del nord Italia che una volta in pensione scende da Bergamo a Montegabbione, in Umbria, per aprire un agriturismo; una stalla che diventa un’elegante sala da pranzo; un gatto dal pelo giallastro che prima di scappare per le campagne dell’Alto orvietano ispira i propri padroni – ancora indecisi sul nome che avrebbero dato all’attività di ristorazione – diventando un logo vivente; un piccolo allevamento dove un cinghiale è riuscito prima a intrufolarsi e poi ad accoppiarsi con una scrofa generando una stirpe di mezzi sangue. Tutto questo è Gattogiallo, l’agriturismo di Renato Maver e della moglie Giusi Beretta.
“Fino a un anno fa lavorava con noi anche nostro figlio Alessandro: era lui il cuoco, ma ora se ne è andato, non è facile stare in un piccolo paese quando si è giovani e si è abituati a vivere in città”.
Quando avete inaugurato la vostra attività di ristorazione?
“Nella primavera del 2006. Questo posto prima era un rustico; poi, quando nel 2005 abbiamo acquistato la proprietà dell’immobile, abbiamo deciso di ristrutturarlo e di farne un agriturismo”.
Da Bergamo a Montegabbione, come mai questa scelta?
“All’inizio avevamo cercato anche in Toscana, ma i prezzi erano troppo alti. Sono stati degli amici di queste parti a indirizzarci verso Montegabbione”.
Per quanti coperti è pensata la sala?
“Quaranta in tutto; questo perché abbiamo venti posti letto e per gli agriturismi non si può avere più del doppio di coperti rispetto ai posti letto”.
Ci parli della vostra cucina...
“All’inizio, in particolar modo quando il cuoco era Alessandro, ci eravamo specializzati in piatti di pesce, ma ora ci dedichiamo più a una cucina semplice e tradizionale; abbiamo anche un bel camino per la carne alla griglia e diverse ricette per i polli e i maiali che alleviamo nella nostra proprietà”.
E i dolci?
“Li facciamo noi: crostate, dolci al cioccolato, cantucci, e dolci stagionali”.
Siete anche produttori di vino...
“Sì; dalle nostre vigne, che abbiamo coltivato grazie ai consigli dell’enologo Fabrizio Fimiani, esce un pinot nero che usiamo come vino della casa nel nostro agriturismo: si chiama proprio Gattogiallo, e ne produciamo circa mille litri l’anno. Ma sono solo due anni che vinifichiamo”.
Anche l’olio è di vostra produzione?
“Certamente; ma di quello ne facciamo solo 200 litri. Il 2008 è stata, per il nostro olio, un’ottima annata”.
May 25, 2009 da Mauro Riotto
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pame, motta, veneto, friuli, mauroriotto
La Pro Loco di Motta di Livenza e l'Accademia del Pane, in collaborazione con i fornai mottensi, hanno organizzato domenica 24 maggio dall'alba al tramonto, Pane in Piazza, per ricordare che il pane....non è solo acqua, farina lievito e sale.
"L’Accademia del Pane nasce per soddisfare il forte bisogno di rinnovamento della panificazione tradizionale, che soffre oggi di un pericoloso anacronismo rispetto alle esigenze dei consumatori. Il panificatore artigiano rischia di essere sopraffatto dall'offerta di rivendite del pane basate su modelli d'impresa costruiti da esperti del marketing, che partono dalle nuove esigenze del mercato per mettere a punto proposte commerciali accattivanti e incentrate più sul servizio che sul prodotto. Il futuro del panettiere si configura in scenari profondamente diversi dalla realtà odierna, basati su esercizi misti di vendita e somministrazione, che vedono la vendita dei prodotti da forno affiancata al banco del caffè e degli aperitivi, in atmosfere costruite per coinvolgere i consumatori in esperienze multisensoriali fatte di luci, suoni, aromi e materiali utilizzati per gli arredi. L'Accademia del Pane è la prima iniziativa in Italia orientata alla riproposizione del mestiere della panificazione artigiana in una chiave imprenditoriale moderna, per dare ai panificatori strumenti concreti per affrontare il mercato con schemi produttivi e organizzativi diversi dal passato. Per dirla in breve, l'Accademia del Pane apre in Italia l'era della panificazione moderna."
In Piazza si sono ritrovati il Panificio Pasticceria Armando Berti (Meduna di Livenza, Pravisdomini, Pasiano, e due punti vendita a Motta di Livenza), il panificio di Rorato Ladislao (Motta di Livenza e Annone Veneto), il panificio il Torresin (Motta di Livenza) e il panificio di Enzo Cragnolini di Gemona del Friuli (Cragnolini è consigliere del Gruppo Panificatori della provincia di Udine), che hanno interpretato, tutti insieme, un'unica tipologia di pane.
Il pane proposto è stato interpretato con Petra, che è "...la prima di una linea di farine dedicata ai professionisti dell'arte bianca più esigenti, perché è espressione di una cultura molitoria che la famiglia Quaglia ha costruito sulla macinazione a pietra e poi, nel tempo, ha trasferito nella “umanizzazione” della sua tecnologia. Il segreto dell'incisione a mano delle macine di pietra non è andato perduto: anzi la tecnologia moderna permette di ottenere le stesse farine Quaglia del 1921 senza, però, le impurità, i frammenti di insetti ed i peli di roditore tipici della macinazione a pietra. Avete mai provato a spremere la metà di un'arancia ruotandola con le mani attorno ad uno spremiagrumi? Più spremete e meno polpa rimane sul bordo interno dell’arancia, ma più il succo è torbido, perché frammenti di polpa filtrano dal setaccio. E più le maglie del setaccio sono larghe, più frammenti di polpa si mescolano al succo dolce dell'arancia caratterizzandone il gusto. Alla vista il succo di arancia ottenuto da una spremitura più spinta appare meno limpido del succo ottenuto da una spremitura più“dolce", ma com'è facile immaginare, contiene maggiori elementi nutritivi, che altrimenti rimarrebbero legati alla parete interna. E cosa ne direste di una spremuta che contenga anche le parti nobili della buccia dell'arancia? In questo caso avremmo ricostruito l'apporto nutrizionale del frutto intero, mantenendo il bilanciamento tra gli elementi nutritivi presente in natura. Insomma, la nostra bevanda sarebbe veramente "naturale". Proviamo a trasferire questo concetto al chicco di grano: le pareti esterne del chicco contengono fibre e quelle interne contengono proteine e sali minerali preziosi per l'organismo. Una maggiore “spremitura" del chicco durante la macinazione restituisce quindi alla farina maggiori proteine e sali minerali, e un minore scarto di crusca mantiene a livelli ottimali il contenuto di fibre. Partendo da questa elementare considerazione, il Laboratorio, centro di ricerca e formazione di Arte Innovativa degli Alimenti srl, ha messo a punto una farina eccezionale ed unica per apporto nutrizionale, perché ottenuta spingendo il grado di estrazione dal chicco di grano ad una percentuale molto elevata e conservando un adeguato contenuto di fibra. PETRA è una farina di grano tenero che conserva l'equilibrio naturale tra gli elementi nutritivi ed è ideale per la produzione di pani, anche di grande pezzatura, lavorati con tecniche di lievitazione naturale, proprio come quelli di una volta. Pani che si associano perfettamente con gli alimenti di base della dieta mediterranea. "
May 23, 2009 da Mauro Riotto
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mauroriotto, lazio, pane, festa, monteromano
Monte Romano (Viterbo), grazie al Patrocinio della locale Pro loco, è entrato a far parte della rete dei Borghi Europei del gusto. La IV Festa del Pane è stata così inserita tra le manifestazioni segnalate dall'Azione InfoCerere, lo speciale circuito che Italia del gusto e l'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del gusto hanno creato per il mondo rurale.
"Tutta farina del mio sacco" Food & Music Fest si terrà il 3-4-5 Luglio 2009 a Monte Romano (VT), IV Festa del Pane e dei Buoni Sapori e I Concorso a Premi per Gruppi Musicali Emergenti, grazie alla vivace iniziativa della Pro Loco di Monte Romano.
"Tutta farina del mio sacco" Food & Music Fest (IV Festa del Pane e dei Buoni Sapori e I Concorso a Premi per Gruppi Musicali Emergenti) è riservato a gruppi POP - ROCK (Indie Pop, Indie Electronica, Indie Rock, Punk Rock, Grunge) - SKA - FOLK che si sfideranno a Monte Romano (VT), località collinare nel cuore della Tuscia a pochi chilometri dal mare. L'iscrizione al "Tutta farina del mio sacco" Food & Music Fest è completamente gratuita e scadrà il 13 Giugno 2009. Il concorso musicale si svolgerà nelle giornate di venerdì 3, sabato 4 (eliminatorie) e domenica 5 Luglio 2009 (finale) e vedrà esibirsi un totale di 16 gruppi selezionati.
Avrà luogo nei giorni 3, 4 e 5 Luglio grazie alla vivace iniziativa della Pro Loco di Monte Romano, località collinare in provincia di Viterbo, a pochi chilometri dal mare e centro di antiche tradizioni gastronomiche e culturali. Si mangerà, si suonerà e si darà sfogo al divertimento, dunque, allietati dalle note potenti di giovani promettenti e dalle mani esperte di amabili cuochi.
May 21, 2009 da Mauro Riotto
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peseggia, veneto, piselli, festa, mauroriotto
La manifestazione verrà inserita nelle segnalazioni dell'Azione InfoCerere, il circuito dei Borghi Europei del Gusto rivolto al mondo rurale
Apre per due settimane la 40ma Festa dei Bisi a Peseggia di Scorzè (22-23-24-25 -28-29-30-31 maggio, 1 e 2 giugno). Manifestazioni di ogni genere: sportive, culturali e ricreative coinvolgeranno con gioia e buonumore quanti arriveranno a Peseggia di Scorzè “grazioso e romantico angolo” della Provincia di Venezia, per ritrovare le radici della propria cultura, la bellezza delle tradizioni ed il piacere di stare insieme tra amici. La Festa dei Bisi di Peseggia di Scorzè è organizzata dai volontari della Pro Loco Scorzè.
“La zona tipica di produzione del Biso di Peseggia (pisello di Peseggia) ha il suo centro nell’omonima località in Comune di Scorzè. Tutto il territorio amministrativo comunale, di fatto, è parte della zona tipica; oltre al capoluogo devono quindi essere a pieno titolo comprese anche le località di Gardigiano, Cappella, Rio San Martino.L’ambiente agrario della zona è tra i più fertili e ricchi d’acqua della provincia. Si caratterizza inoltre, dal punto di vista paesaggistico, per la conservazione di un’organizzazione agraria tipica degli ambienti di antica bonifica. Nonostante la forte antropizzazione del territorio permangono siepi e alberature disposte lungo i fossi o a divisione dei campi normalmente di piccole dimensioni, sistemati con baulature centrali e “cavini” ai lati. Il territorio del Comune di Scorze è a pieno titolo inserito nella zona delle risorgive del Sile (come anche per il radicchio di Treviso IGP). Il terreno è di medio impasto profondo e solo in qualche zona marginale caratterizzato dalla presenza di concentrati di carbonato di calcio (caranto); la tessitura in superficie è media e moderatamente fine in profondità. La lavorabilità del suolo è ottima e la fertilità invidiabile, specifica per una coltivazione ad accrescimento rapido come il pisello. La tradizionale disponibilità di buon letame, ora molto meno frequente di un tempo per la drastica riduzione delle stalle tradizionali, ha sicuramente favorito lo svilupparsi di tale coltivazione e inoltre ha contribuito ad arricchire la fertilità del suolo. È coltura tipicamente primaverile di facile realizzazione a condizione di disporre di abbondante manodopera. La coltura sopravvive e, con i noti limiti, rimane vivace soprattutto grazie all’abitudine degli abitanti della zona e dei comuni limitrofi di fare scorta di piselli nella giusta stagione e conservarli nei congelatori familiari; i piselli d’altro canto si prestano particolarmente al congelamento conservando praticamente inalterate, per mesi, le caratteristiche nutrizionali e organolettiche.....
“Grazie Pesegja i to bisi i xe mejo de i to basi” è il motto che da sempre accompagna la manifestazione e la frase che la tradizione del luogo attribuisce a un non meglio identificato doge veneziano e che di fatto, attualmente, rappresenta lo slogan di presentazione e promozionale del prodotto.Il pisello é nutriente come le altre leguminose ma anche rinfrescante e più digeribile. Energetico, favorisce l'attività intestinale, anche se in quantità elevata provoca meteorismo. Particolarmente ricco di proteine e zuccheri. Usato in cosmesi per la cura della pelle fragile e spenta......
Si consuma in zuppe, minestre, paste, frittate, in umido... da solo o in compagnia di altri legumi, può entrare praticamente in ogni piatto a seconda dei gusti. Anche crudo al naturale, o come "Taccola" (speciale tipologia con i semi particolarmente piccoli in cui si consuma in unica soluzione l'intero bacello)."Risi e bisi" di nota e incontestabile tradizione veneta, con le seppie, primaverile incontro con la laguna di Venezia.” (dal sito dell'Assessorato alla Agricoltura della Provincia di Venezia).
La Festa dei bisi di Peseggia è stata inserita tra le manifestazioni da segnalare a livello nazionale dall'Azione InfoCerere,il circuito rivolto al mondo rurale che l'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e la rete di informazione l'Italia del Gusto promuovono mettendo in rete
borghi e territori di oltre dieci stati del vecchio continente.
La Festa verrà dunque 'comunicata' attraverso la rete BlogAzzurro (oltre 150 blog e siti di informazione collegati fra loro) e verrà 'visitata', all'interno della iniziativa Grandi Storie di Piccoli Borghi, da una delegazione di giornalisti della rete europea.
May 11, 2009 da Mauro Riotto
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piave, italia del gusto, mauroriotto
L'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto, in collaborazione con la rete di informazione L'Italia del Gusto, organizza mercoledì 13 maggio presso il ristorante Villa Dirce, nello storico Borgo Malanotte di Tezze di Piave (Treviso), l'incontro della Azione Aquositas, circuito europeo di terre d'acqua. L'incontro servirà a 'costruire' dei servizi informativi destinati alla rivista nazionale Le Terre, alla trasmissione televisiva 'La verità nel piatto' (TeleA, Telea+ e Canale 868 Sky) e alla rete BlogAzzurro (150 blog di informazione in rete) e far conoscere e degustare le eccellenze dei territori invitati. Sono state invitate: le Terre del Lemene (Veneto Orientale); le Terre del Livenza e del Tagliamento (Friuli e Veneto); le Terre del Piave (Belluno e Treviso); le Terre dell'Esino (Marche); le Terre del Liri (Lazio); le Terre del Po e del Lamone (Emilia Romagna); le Terre del Bacchiglione (Padova e Vicenza), le Terre del Sud (Campania; Puglia; Sicilia ).
Dalle 15,00 alle 18,30 i giornalisti e i comunicatori intervisteranno in diretta i protagonisti delle Terre d'Acqua. Alle 19,00 è previsto l'aperitivo con la presentazione dell'Azione Borghi Europei del Gusto, alle 20,00 il Galà d'informazione con le eccellenze locali.
May 6, 2009 da Mauro Riotto
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bioforneria, mauroriotto, codroipo, sambucco, friuli
La Bioforneria Sambucco è un'azienda certificata biologica che opera nel campo dei prodotti da forno. L'attività di stampo artigianale è suddivisa nella produzione dolciaria e di panetteria. Da varie generazioni la famiglia Sambucco opera nel campo della panificazione, acquisendo sempre maggiore esperienza. Inoltre capì immediatamente il problema della biologicità e lottò per mantenere i prodotti il più naturali possibili. Da qui la scelta di abbracciare la linea della certificazione biologica. L'azienda nata nel 2000, nel restaurato laboratorio sito a Pozzo di Codroipo (Udine), permette a un piccolo gruppo di fornai di lavorare in modo continuo e scrupoloso per migliorare la qualità con un occhio di riguardo alla naturalezza del prodotto. Oggi la Bioforneria è presente sul territorio nelle province di Belluno, Gorizia, Pordenone, Treviso, Trieste e Udine.
Vista l’alta qualità dei suoi prodotti, è stata invitata da Italia del Gusto al 1° ComCamp di Concordia Sagittaria.
In particolare, sono stati offerti dei prodotti, che sono stati gustati al Cortino di Fratta di Portogruaro. Visto il carattere storico-letterario del sito, Gino Sambucco ha lanciato un’idea, quella di creare una delegazione di Italia del Gusto nelle Terre di mezzo.
“Terre di Mezzo”, un nome a metà tra letteratura e sogno che i Comuni di Camino al Tagliamento, Casarsa della Delizia, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Cordovado, Sedegliano e Varmo, con il contributo fondamentale degli assessorati regionali alla cultura e al turismo e della Fondazione Crup, si sono dati per riscoprire e far riscoprire un territorio già amato, vissuto e raccontato da grandi poeti e scrittori come Pier Paolo Pasolini, Ippolito Nievo, David Maria Turoldo, Elio Bartolini, Amedeo Giacomini, Sergio Maldini, Ermes di Colloredo.
L’idea è stata accettata, e diverrà operativa quanto prima.
May 5, 2009 da Mauro Riotto
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mauroriotto, palse, montasio, formaggio, malnisio, friuli
Una delegazione di Italia del gusto, capitanata da Enore Zuccolin, Presidente del Comitato Festeggiamenti di Malnisio, nonché delegato per la Montagna Pordenonese, è stata ospite del Molise. A San Martino in Pensilis la delegazione ha potuto assistere alla Carrese, famosa corsa di carri trainata da buoi.
In particolare, Zuccolin con questa visita, contava di riuscire a portare alla Festa del Formaggio di Malnisio una delegazione molisana con i prodotti di questa regione, per dare nuova linfa ai festeggiamenti. Cosa che con ogni probabilità riuscirà a fare, visto il lavoro fatto da Italia del Gusto durante le giornate nella Pedemontana Pordenonese.
Al convegno tecnico a margine della manifestazione Zuccolin ha condiviso l’esperienza di valorizzazione di prodotti tipici fortemente legati al territorio.
Delle delegazione ha fatto parte anche Glauco Ferracini, direttore della Latteria di Palse, che ha sede a Rorai Piccolo di Porcia: grazie allo stand messo a disposizione per le degustazioni è riuscito a convincere i molisani della bontà del montasio e del latteria “di sola pezzata rossa” che ha destato l’interesse degli addetti ai lavori.
Mauro Riotto, responsabile di Italia del Gusto per il Friuli Venezia Giulia, nonché Presidente dell’Associazione dei Borghi Europei del Gusto, si è dichiarato soddisfatto del lavoro svolto: “Sono due seri professionisti, e sapevo di potermi fidare. Quella di Pordenone è la delegazione che ha dimostrato che la nostra mission è corretta, senza pesare in alcun modo sulla Presidenza nazionale.”
