June 17, 2010 da Luciana Defedele
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(La Stampa, 16 giugno 2010)
di Matteo Zola
Le Langhe di Fenoglio e Pavese, a un'ora di auto da Torino, regalano bricchi baciati dalla brezza del mare e vini per intenditori.
Sono le colline partigiane di Beppe Fenoglio, della sua resistenza e della sua scrittura. Sono le colline mitiche di Cesare Pavese, della vigna e della morte. Tra queste terre di Langa, ora note per l’ottimo vino, sorge un piccolo gioiello: il paese di Neive. A un’ora di auto da Torino, poco più di tremila abitanti vivono in uno dei Borghi più belli d’Italia (onorificenza insignita dalla Consulta del Turismo dell’Associazione dei Comuni Italiani), sulla cima di un bricco a trecento metri sul livello del mare. Quel mare di cui arriva ogni tanto la brezza e che fa crescer le palme anche tra le colline.
UN’ATMOSFERA SENZA TEMPO
Il centro storico di Neive conserva l’impianto medievale, un doppio anello di vie strette e acciottolate che corre sulle antiche mura. Dell’antico borgo si è mantenuta un’atmosfera senza tempo, complice l’impossibile accesso di automobili attraverso l’antica porta di San Rocco. Svetta la Torre dell’Orologio del 1224, simbolo dell’antica municipalità e indipendenza del paese nel periodo comunale.
Il cuore del borgo è rappresentato da Piazza Italia, un salotto settecentesco nel quale si affaccia l’antico Palazzo del Municipio col vistoso stemma comunale. Molti sono gli edifici settecenteschi, e sorprende la concentrazione di palazzi signorili in un così piccolo paese. Il Palazzo della Contessa Demaria, del XVI secolo, è posto accanto all’elegante settecentesco Palazzo Bongioanni Cocito. Il Palazzo dei Conti di Castelborgo (XVIII secolo) oggi ospita un’azienda vinicola, attigui al palazzo sono i signorili Giardini Conti di Castelborgo in fase di ristrutturazione.
IL BORGO DEI QUATTRO VINI
Langa significa vino e a Neive non mancano osterie ed enoteche. Neive è infatti noto come il “borgo dei quattro vini”: Barbaresco, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, e Moscato d’Asti. Qui s’incrocia la coltivazione di questi quattro vitigni tipici ed è possibile – anche senza essere intenditori – acquistare ottimo vino a prezzi relativamente contenuti grazie al gran numero di produttori locali.
Niente Barolo qui, ma non c’è da lamentarsi: il brusco spirito piemontese dà il meglio di sé nel robusto Barbaresco, che non lascia mai nessuno scontento.
MACEDONI DI LANGA
Accanto a un bellissimo palazzo ricoperto d’edera, con un balcone fatto di spessi rami, c’è una delle tante chiese ortodosse. Già, perché a Neive vive un’ampia comunità macedone, emigrata in queste terre attratta dalle opportunità di lavoro legate all’edilizia e al settore viti-vinicolo. Così, in quelle che erano chiese cattoliche tardo barocche, è possibile osservare icone immerse nel mistico profumo d’incenso. Chi l’avrebbe mai detto che in un piccolo paesino delle Langhe si sarebbero incontrati l’oriente bizantino e l’occidente medievale, l’antico e il moderno incontro di un’Europa sempre più unita?
