Fritto misto alla piemontese...

March 14, 2010 da Luciana Defedele   Commenti (1)

gastronomia

Un tipico piatto piemontese, di origini antichissime legate alla tradizione popolare e da servire nei giorni di festa, è il fritto misto. La sua nascita è legata al rito della macellazione del maiale e alla necessità di non sprecare nulla. Questa preparazione è caratterizzata dall'unione di sapori dolci e salati: oltre alle frattaglie, vengono fritti diversi tipi di carne, nella giusta mescolanza tra rosse e bianche, verdure, frutta e i tradizionali semolino e amaretti.
Uno dei ristoranti migliori dove poter gustare questa pantagruelica preparazione è sicuramente il Ristorante ‘Il Centro’ di Priocca (CN), come suggerisce anche Rocco Molitemi in un suo articolo apparso su ‘La Stampa’ il 18 gennaio 2008:
“"El bon ven da si" (ma non sono sicuro di averlo trascritto giusto) campeggia sulla porta della cucina del Ristorante il Centro di Priocca, in provincia di Cuneo. E basta sedersi ai candidi e distanziati tavoli e assaggiare anche solo i grissini e il pane fatto in casa per capire che è proprio così. Dopo un appetizer di vitello tonnato sul cucchiaio inizia la delizia e il rito di un sontuoso fritto misto (proprio per gustarlo meglio i vari ingredienti sono servito due alla volta, con abbinamenti molto azzeccati). Si parte con "batsua" e semolino, il "batsua" (sarebbe lo zampetto di maiale) si scioglie in bocca dalle delicatezza e ben si sposa con il bagnetto verde. Con il semolino si sposa bene la mostarda di prugne al barbaresco (esiste anche una terza salsina di pomodoro e peperoni). Poi forse non nell’ordine (e può darsi che abbia dimenticato qualcosa perché è difficile tenere a mente tutto) arrivano le grive (fegato e salsiccia di maiale) e formaggetta, poi costolette di agnello e cavolfiore, fettina di maiale sia impanata che «liscia», carciofi, salsiccia, creste di gallo, cervella, filone, amaretto, zucchini, mela e pera. Si finisce con un sorbetto al limone. Ogni portata arriva fumante dalla cucina e bisogna non essere ingordi e stare attenti se non ci si vuole scottare la lingua. Il fritto è di una delicatezza quasi eterea (la controprova è che la notte ho dormito bene) in grado di battere ogni tempura di giapponese memoria. Il costo per tutto questo ben di Dio accompagnato da un nebbiolino è di 65 euro a testa, ma ne vale assolutamente a pena (la qualità ha il suo prezzo).”

Ristorante Il Centro
Priocca (Cn) Via Umberto I n. 5
Tel . 0173 616112

l'ho mangiato in Canavese. Che buono!

Mauro Riotto 696 giorni fa