July 14, 2009 da Luciana Defedele
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Colore neutro, trasparente, versatile, raffinata, popolare, parliamo della vodka, il distillato più conosciuto al mondo. Il nome vodka in russo, o wodka in polacco, attinge alla parola «voda» o «woda» che significa «acqua della vita» in quanto serviva a sopportare le bassissime temperature delle zone più fredde. Oggi è ancora incerta la localizzazione della nascita della vodka: Russia o Polonia? Si ha notizia di questa bevanda alcolica nei registri di Cracovia, in Polonia, già nel 1405 segnalato come medicinale. La sua diffusione è tale da contare già 60 distillerie ufficiali nel 1520 a Danzica tanto da fare emettere nel 1540 allo zar Ivan il Terribile il decreto di monopolio governativo della vodka riservandone però alle sole classi nobiliari la distillazione e commercializzazione. Sarà poi Mendeleyev, un famoso chimico russo nel 1902 a sancirne lo standard produttivo e a fissarne la gradazione alcolica di 40°.
La vodka si ottiene distillando materie prime ricche di amido: i russi utilizzano soprattutto frumento, mentre i polacchi, segale o patate. Il procedimento di distillazione, ovviamente per le marche migliori, prevede una fase di fermentazione di cereali maltati il cui liquido viene sottoposto a distillazione discontinua più volte in alambicchi di rame, per arrivare a un prodotto finale ricco di profumi. Dopo un periodo di stasi si passa alla filtrazione per eliminare tracce di impurità e successivamente si diluisce con acqua purissima per portarla alla gradazione finale di 40°.
Il grande successo (si parla di fatturati in crescita continua, pur in un momento di stasi per i distillati) della vodka risale alla seconda metà degli anni ’50 e oggi lo si può considerare planetario in quanto essendo un distillato neutro si presta a essere miscelato con tantissimi ingredienti, dai succhi di frutta, alle bibite gassate, ai liquori dolci, indispensabile in tantissimi cocktail, o più semplicemente da degustare liscia a temperatura ambiente per i prodotti di alta gamma o ghiacciate come spesso troviamo per le tipologie inferiori aromatizzate con sostanze a base di frutta.
La vodka viene prodotta (parliamo di oltre due miliardi di litri annui), in tante nazioni, ma le migliori continuano a essere le russe, quindi, le polacche, le francesi e finlandesi e si dividono tra quelle con una impostazione più classica e altre dallo stile più moderno.
La vodka deve risultare gustativamente morbida, vellutata, vivace, fresca, intrigante. Questo in barba di chi pensa questo distillato banale, sciapo e monocorde: quando la qualità sale gli aromi, fini e apparentemente impalpabili sono, come nel caso di quelli del tè, una raffinatezza da non perdere ma da degustare con la massima attenzione. (Gazzetta di Parma, 13 luglio 2009)
