Debutto in società per il Barolo 2005

July 11, 2009 da Luciana Defedele   Commenti (0)

Per gli aficionados ormai è una data attesa: il Piemonte è meta regina dell’enoamatore e le anteprime scatenano un’attesa febbrile.
Con Pierluigi Gorgoni, firma della Guida Espresso facciamo il punto dopo Alba Wine: «Il millesimo 2005 dei Barolo intesa e attesa come un’annata difficile a causa delle precipitazioni di settembre e ottobre, ha rivelato campioni di solida tessitura con vini tendenzialmente più austeri del 2004, più rigidi del 2006. La 2006, appunto quella dei Barbaresco e dei Roero, pur non semplice anch’essa per il caldo torrido di inizio estate, cui seguirono un agosto fresco e un settembre con precipitazioni anche violente, pare da subito offrire una maturità più rotonda ed un maggiore equilibrio complessivo».

ASSAGGI E DEGUSTAZIONI IN CERCA DI EMOZIONI
Viaggio tra le etichette migliori
Ora una breve analisi dei Barolo più emozionanti e intriganti. Partiamo con il Cerequio di Boroli un vino di forte personalità potenziato da frutto e spezie.
Di bell’impatto il Cannubi e il Sarmassa di Brezza che esprimono al meglio tutto il loro carattere e la loro energia. Incanta e stupisce il Bricco Boschis di Cavallotto con un allungo vivo e dinamico. Vivace e sottile, poi, il Cerequio di Chiarlo dai frutti polposi e dai tannini che allungano. Sinuoso e intrigante il Liste di Damilano. Aristocratico e vivo il Colonnello di Aldo Conterno dai tratti aspri e vibranti. Ricchi e munifici, i cru 2005 di La Morra di Gagliasso, il Rocche dell’Annunziata e il Torriglione. Bella stoffa l’Enrico VI della Monfalletto - Cordero di Montezemolo dai tannini fini e di rilevante dolcezza. Succoso e persistente il Prapò di Ettore Germano, dalle evoluzioni ferrose e dall’agile flessuosità.
Prestigioso il Barolo di Maria Teresa Mascarello dai tratti austeri, di bella freschezza e un finale brillante. Impaziente e palpitante il Brunate di Mario Marengo polposo nei suoi toni fruttati. Seducente nei suoi anfratti balsamici e mentolati, il Tebavio della Tenuta L’Illuminata, dalla trama fitta e dal finale profondo.
Evoluto e sommesso, il Rocche di Tiziana Settimo dai succhi polposi e dinamici. Di grande impatto, i Barolo di Sandrone, con il suo Cannubi Boschis minerale, fitto, rotondo; tonico e ampio il Le Vigne dai tratti solidi e strutturati. Rocche dell’Annunziata presenta il Rocche Costamagna dai sentori di liquirizia e dalla lunga persistenza.
Profondo e integro il Serralunga di Giovanni Rosso con una accattivante mineralità e freschezza. Nervosi e viscerali, i due Barolo di Giuseppe Rinaldi, il Brunate-Le Coste maturo, emancipato, vivo, e il Cannubi San Lorenzo- Ravera, dinamico, fruttato vivace. Un Barolo celebrativo per ricordare il primo anno di produzione il Mariondino-Bussia-Le Coste- Mosconi 35° anno dei vigneti di Marco e Tiziana Parusso: un vino tonico, vivo dalla trama balsamica e fruttata e un finale succoso e dinamico. Ottimo, il Serralunga di Giovanni Rosso dai tratti minerali e di corposa freschezza.
Fiero e austero il Brunate della Rinaldi Francesco che propone anche il Cannubbi dalla giusta maturità. Cremoso, ricco, strutturato il Roccheviberti dalla trama morbida e incisiva. Vitale il Gavarini Vigna Criniera di Elio Grasso con allungo persistente. Chiudiamo con la tempra vibrante de La Serra di Marcarini, entrambi vitali e polposi. (Gazzetta di Parma, 9 Luglio 2009)