March 16, 2009 da francesco tramontano
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Cari amici di tasteface per chi fosse interessato a leggere una mia ricetta vegetariana ed avere maggiori informazioni sul mio lavoro, vi segnalo un approfondimento pubblicato su www.ilpastonudo.it buona lettura a tutti.
Francesco
March 14, 2009 da francesco tramontano
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Ragazzi oggi a Napoli è una giornata splendida senza foschia, con il cielo terso e il mare blu!
Lo so è presto, manca ancora un po' per poter fare i bagni, ma io stamattina avevo voglia di anticipare almeno i profumi dell'estate visto che c'erano tutti i presupposti per sperimentare il meccanismo della "memoria affettiva" o "sensoriale" di cui mi ha parlato ieri il mio carissimo amico Carlo Giuliano da NYC.
Sono andato al mercatino di Antignano e ho comprato due peperoni medi, uno giallo ed uno rosso, e un bel mazzo di basilico che ovviamente non aveva sapore!
Tornando a casa ho preso 250gr di provola affumicata di Agerola e una pagnotta di pane.
A casa ho messo a scaldare la griglia di ghisa e una volta calda ho abbassato la fiamma e dopo 5 minuti ho appoggiato i peperoni interi.
Man mano che i peperoni si arrostivano in casa sembrava estate allora, ho aperto la finestra della cucina in modo tale che tutti i miei vicini potessero sentire questo profumo e illudersi di essere già al 15 luglio!
Una volta cotti da tutti i lati ho messo i peperoni in una ciotola e ho coperto con la pellicola trasparente. Dopo mezz'ora ho spellato i peperoni, tolto i semi, e raccolto l'acqua poi li ho tagliati a strisce e conditi con 2 cucchiai d'olio ex-v, uno spicchio d'aglio tagliato a metà e la loro acqua.
Prima di pranzare ho tolto l'aglio dai peperoni e tagliato la provola più o meno come i peperoni poi ho mischiato tutto e ho finito con tantissimo basilico e un altro pò di olio ex-v.
Abbiamo gustato questa insalata con il pane inzuppato nel sugo che si era formato. Che delizia... Grazie Carlo!!!
March 13, 2009 da francesco tramontano
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In riferimento al mio scritto del 2 marzo 2009, molti mi hanno chiesto di spiegare cosa mi attrae nel mirto. La storia è complessa perché è un misto di ricordi, sapori ed odori legati alla Sardegna. Ho fatto il servizio militare a Capo Teulada vicino Cagliari e così ho avuto la possibilità di conoscere questa terra e questo popolo veramente straordinari. La Sardegna è un po' come l'Africa, ti rimane dentro e vorresti tornarci sempre. Ci sono delle zone, soprattutto al sud, ancora incontaminate e selvatiche. L'aria ha un profumo di fiori e di resina, la cucina è povera ma dai sapori forti come i formaggi e la carne di capra. Il mare e la sabbia hanno dei colori pazzeschi dal bianco al turchese al verde al blu al rosa. A volte non sai se stai guardando il mare o il tramonto. L'insieme di tutti questi ricordi io li rivivo masticando una foglia di mirto! Pianta selvatica, spontanea e libera, dai bellissimi fiori bianchi che si trasformano in preziose bacche violacee da cui si produce il liquore. Le sue foglie ed i suoi rami profumano la tenera carne del porceddu allo spiedo il cui sapore è una di quelle emozioni per cui vale la pena essere nati!
March 2, 2009 da francesco tramontano
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In cucina utilizzo moltissimo le piante aromatiche della macchia mediterranea. Nelle mie ricette sono sempre presenti basilico, prezzemolo, capperi, sedano, rosmarino, maggiorana, origano fresco, finocchietto, salvia, alloro, ruchetta, menta, mirto e lentisco in quantità più che raccomandabili!
Una pianta verso cui nutro un'attrazione fortissima è il mirto.
L'ho conosciuto in Sardegna ed è stata per me una scoperta entusiasmante, l'ho cercato e trovato a Barjac e ne sono stato poi travolto ad Ischia.
L'isola d'Ischia è talmente ricca di questo arbusto spontaneo che con il suo nome Lady Susana Walton ha chiamato i sui splendidi "Giardini La Mortella" www.lamortella.org ed il comune di Ischia gli ha dedicato la sua "Pineta Mirtina".
Personalmente utilizzo i suoi rami per fare degli spiedini di carne di maiale ma anche per aromatizzare il pollo, il cosciotto d'agnello ed il coniglio nonché tutti i pesci da grigliare.
Infine potete ottenere una bevanda balsamica, dal gusto gradevolissimo, ponendo poche foglioline di mirto nella teiera insieme alla solita miscela di tè.
