Della Corte Ugo

Cava dei Tirreni

June 18, 2009 da Della Corte Ugo   Commenti (6)

Parte giovedì 18 giugno la 353esima edizione della rievocazione del miracolo che liberò la città di Cava dei Tirreni dal terribile flagello della peste nel 1656.
Le manifestazioni, un’accattivante mix di celebrazioni religiose, cortei storici, spettacoli di fuochi pirotecnici e riproposte di piatti della tradizione gastronomica locale, si concluderanno domenica sera con l’accensione della bandiera rossa per segnalare la fine della festa.
Momento clou delle manifestazioni sarà la sfilata in costume di venerdì alle ore 20:30. Per le vie del centro storico sfileranno gli appestati e ogni contrada si impegna perché i costumi dei suoi rappresentanti siano i più sfarzosi e fedeli ai modelli dell’epoca. Nell’affollato corteo dame, gentiluomini, mercanti, donne e uomini del popolo, contadini. Il giorno dopo, sabato 19, alle ore 18,30 la città sarà ancora attraversata da plotoni di uomini armati dei caratteristici tromboni accompagnati dall’incessante rullo di tamburi, dagli squilli delle chiarine e dalle eleganti evoluzioni dei sbandieratori, che concluderanno la loro sfilata nella villa comunale dove ogni plotone esploderà una salva di fucileria.
Cava dei Tirreni vanta memorie antichissime, i suoi primi abitanti furono la tribù etrusca nomade dei tirreni, di questa presenza sono conservati reperti nella Badia Benedettina e nell’Antiquarium comunale.
A Cava sorge la splendida Abbazia Benedettina della S.S. Trinità dell’XI secolo con l’antico insediamento fortificato del “Corpo della Cava”. Di grande suggestione è poi il Borgo Scacciaventi, edificato nei secoli XIV e XV, per iniziativa dei mercanti che si dotarono allo stesso tempo di residenze e fondaci per i loro traffici, .
I borghi del circondario, da cui si godono scorci di grande bellezza, hanno ispirato i viaggiatori del grand tour e i pittori paesaggisti della scuola napoletana dell’ottocento.

Come arrivarci:
autostrada Napoli Salerno uscita Cava dei Tirreni

Milza all’aceto

1 milza di circa 1 Kg
Prezzemolo – menta- peperoncino
Aglio
Olio extravergine di oliva
1 litro d’aceto rosso

Lavate accuratamente la milza asciugatela e spellatela;
Praticate un foro a mò di tasca nella milza e infilateci il battuto di prezzemolo menta peperoncino e aglio;
ricucite la tasca;
fate dorare la milza in olio bollente;
continuate la cottura in aceto a fuoco lento per 3 ore circa;
fate raffreddare tagliate a fettine;
farcite con le fettine baguette o panini lievitati ;

Questo piatto sicuramente piaceva a Jean Claude Izzo e non a caso, il padre di Jean Claude era nato a Castel S. Giorgio una manciata di chilometri da Cava ed era emigrato, come tanti altri abitanti della zona, in Francia nel 1929.

Grazie! Questo bel viaggio 'salgariano' mi ha fatto scoprire una località davvero affascinante! D'altro canto, dovevo immaginarlo... 'quelli del Grand Tour' la sapevano lunga!!!

Luciana Defedele 966 giorni fa

E NON DIMENTICATE DI PROVARE QUESTA SPECIALITA' CON I FAGIOLINI LESSATI, CONDITI CON ACETO E MENTA.

Imma Della Corte 966 giorni fa

deve essere buonissima la milza cucinata così. Io adoro tutti gli interiori. Rognoni, fegato, paiata, ecc....

caroline delcourt 960 giorni fa

Egregio Ugo, sotto la vostra correzione e senza voler contraddirvi, nei miei vaghi ricordi di tradizione gastronomica della bassa Campania, la milza è sicuramente una pietanza che non può mancare a tavola secondo la tradizione per la Festa di San Matteo, he come é noto é il Santo Patrono di Salerno.
Ove fosse confermata la presente tesi che essa é presente anche nella tradizione cavaiola, per me Nocerino purosangue, non sarebbe che l'ennesima conferma della necessità di distanza nei confronti delle suddette cittadine e dei loro abitanti.
Confesso che l'ho provata però e ne confermo la bontà! :)

alfredo salomone 953 giorni fa

Caro Alfredo che per antica tradizione a Cava si prepara la milza è certo come la rivalità con i nocerini.

Della Corte Ugo 953 giorni fa

Mi cospargo il capo di cenere e in ginocchio riconosco la mia immensa ignoranza.
Superando la naturale riottosità ad avvicinarmi con umani provenienti da quelle terre, proprio oggi ho ottenuto informazioni in merito. L'indigeno mi ha comunicato, nel suo idioma, che la tradizione della milza esiste anche a Cava e si estende anche ai comuni viciniori della Costiera come Raito e Vietri, purtroppo influenzati negativamente dalla popolazione metelliana.

alfredo salomone 949 giorni fa